12 maggio 2006

E' un gran bel giroooo!



ma che belle le DuraAce in carbonio...

Ghido: i tuoi beniamini!!

7 commenti:

ghido ha detto...

metto una taglia di 2 megabirre sulla testa (di c....) di Sgarbozza: non si può sentire! Ma chi è? Ma di chi è parente?

CATTURATEMELO MORTO

BOB ha detto...

Luigi "Gigi" Sgarbozza (nato il 21 giugno 1944) è stato professionista dal 1967 al 1972. Nonostante la taglia mingherlina (1,72 x 65kg) è stato un buon velocista. Facilissimo ai piazzamenti, ma di poche vittorie. Nel suo palmares sono due i successi: la tappa richiamata da Jan a Marina Romea nel 1968, quando superò il tedesco Wilfried Peffgen (uno che ha corso fino ai quarant'anni, soprattutto su pista, dove eccelleva nel mezzofondo, specialità nella quale è stato tre volte campione del mondo) e l'italiano Giovanni De Franceschi (un padovano che fu soprattutto un ciclocrossista, tra l'altro nel '73 campione italiano), nonchè la tappa di Talavera alla Vuelta del 1969, vittoria che gli valse, per un giorno, la maglia amarillo. Di Sgarbozza corridore, si ricorda una loquacità notevole con ben peggiori storpiature della lingua italiana, un comportamento generoso, una discreta tenuta in salita e, appunto, tanti piazzamenti. Le sue squadre furono la Salamini Comet (formazione d'esordio), la Max Meyer (con la quale vinse le due corse citate), la Dreher, la GBC. L'ultimo anno da prof., il 1972, lo corse da isolato. Chiuse a soli 28 anni. Non un evidente dunque, ma un onesto lavoratore del pedale.
Come commentatore .....lo vediamo tutti.....

ZIO PIPPO ha detto...

Il ciclismo su strada ha la fortuna di non avere i soldi del calcio, visto la "professionalità" degli operatori non ci sarebbe paragone.

Grazie BOB per il CV di SGARBOZZA, illuminante.
Hai il CV di quella a destra ?

spiedo ha detto...

Quella di destra si commenta da sola e il curriculum di Sgarbozza non giustifica la sua inadeguatezza ed ignoranza.....

BOB ha detto...

Ma un parere sulle DuraAce, no??

ghido ha detto...

Bravo Spiedo, vedo che siamo in sintonia!
Eppoi il curriculum ciclistico del suddetto dimostra che: era un velocista lento, uno scalatore fermo in salita, un passista irregolare e, soprattutto un rompicoglioni

spiedo ha detto...

... conclamato ed incurabile!