17 aprile 2011

HA CAMBIATO?


Carissimo Emanuele Bruno,

se hai una tessera UCI (Unione Ciclistica Internazionale) dovresti pure
conoscere le regole di tale federazione e nel momento in cui hai fatto una
tessera rossa così bella e prestigiosa, le hai anche accettate.
I dati in essa contenuti, se pur sensibili, non sono un segreto, ma anzi
servono agli organizzatori di una gara per poterti identificare.

In quanto al Chip è di gran lunga più vantaggioso tenersi i 10 euro di
cauzione che avere restituito il chip, quindi puoi tenerlo e lasciare a
Chempionchip i 10 euro (non sono nostri).

Quel chip viene messo davanti alla signorina, per rispetto di tutti gli
altri partecipanti che non sono tenuti a credere incondizionatamente alla
tua onestà sportiva (ma forse questo è un concetto troppo basso e di
spicciola praticità, per essere compreso da chi ama la filosofia) e la
tessera trattenuta, come peraltro avviene in tutte le gare UCI, perchè quel
chip tu te lo faccia togliere dalla signorina al momento del ritiro della
tessera, in modo che tutti gli altri concorrenti siano garantiti della tua
condotta di gara regolare.
Già perchè io come direttore di gara non posso imporre agli altri 839
iscritti di fidarsi di un onesto lavoratore padre di famiglia, ma posso
chiedere a te nel rispetto degli altri di indossare un chip e di verificare
poi che esso non sia stato manomesso. (prova un pò a chiedere al saggio
Bernardo, il tuo neurone più anziano, come ci è venuta questa paranoica
idea)
Comunque tranquillo, come abbiamo fatto per gli altri, avremmo mantenuto
riservatezza e non ti avremmo tacciato come un truffatore reietto e
merdaccia (sai anche questi sono dati sensibili).

Per i più curiosi consiglio di rileggersi il post Panopticon dello scorso anno, aprile 2010.
La garbata risposta del Direttore di Gara mi è ritornata alla mente ieri nel tardo pomeriggio di un fresco sabato d'inizio primavera.
Mi è tornata alla mente ascoltando la reiterata affermazione: ma ha cambiato, quello ha cambiato!!!
Ma cosa ha cambiato.
Il rapporto ovviamente stiamo parlando di biciclette.
La sei ore singlespeed aveva al suo interno alcuni partecipanti dotati di bici con cambi fascettati.
Il cambio fascettato è una pratica in uso nei raduni singlespeedistici: non tutti possiedono una bici senza cambi, quindi si ovvia al problema bloccando il cambio.
E' accaduto che uno dei partecipanti sostensesse che un suo avversario, con il quale si stava condentendo la vittoria, avendo il cambio lo avesse usato.
A me poco importa cosa sia realmente succeso, ma la memoria è tornata al mio fastidio, provato lo scorso anno nel momento in cui all'atto dell'iscrizione mi fu presa la tessera e "intimato" di posizionare il chip di fronte alla commissione di controllo. Richiesta motivata e giusta, dal fatto che certi ciclopedalatori agonisti in passato si erano scambiati il chip in modo piuttosto truffaldino. La mia anima bella si era incapricciata del fatto e ne aveva fatto pubblica reprimenda.
Quest'anno ho quindi deciso di stare fuori dal gioco, il rispetto delle regole penso sia il sale di qualunque rapporto umano agonistico e non: una 24h è una gara agonistica, frequentata da persone che si rapportano in modo agonistico; le regole servono per far funzionare il gioco. Senza regole niente gioco. Ovviamente anche le regole non scritte hanno un grande valore, ma questo è un discorso che non voglio toccare mi poterebbe troppo lontano.
La maggior parte delle persone che ho visto partecipare alle "gare" singlespeed si avvicina alla gara con uno spirito diverso.
La gara è solo un mezzo per realizzare una comunanza, che porta con sè il piacere della socialità, quello del misurarsi con sfide tecnico-atletiche e perchè no anche quello di consumare sfide personali. Ma su tutto prevale un imperativo etico-morale superiore: la regola è come una stretta di mano, non serve il notaio, né il direttore di gara né tanto meno il medico che controlli le urine.
Basta guardarsi negli occhi, almeno penso, per intendersi.
Quel che è accaduto sabato è stato, almeno per me, un chiaro esempio di conflitto normativo.
In un ambinte fortemente spinto all'agonismo, tocca normare tutto in modo molto preciso e poi tocca controllare che tutti rispettino le norme. Sembra quasi che ci sia il fondato sospetto che se queste due cose non vengono fatte, l'Altro cercherà sicuramente di fregarti. Scambiarsi il chip, tagliare il percorso, mettere cinque concorrenti in un team da quattro, assumere qualche aiutino chimico e via discorrendo.
Non ho difficoltà a capire il modello: è quello imperante.
Lo scontro normativo avviene quando un modello si avvicina troppo ad un altro che si basa su presupposti differenti. Non ho difficoltà a dichiarare che il modello singlespeed, quello della stretta di mano, ha le mie preferenze, ma certamente l'altro ha il suo valore.
Temo che i due modelli non possano coabitare troppo strettamente pena il rischio di conflitto più o meno aperto.
Ho trovato patetica e al tempo stesso altamente drammantica la scenetta nella quale Stefano era intento a grigliare come un ossesso (ma quanti quintali di carne può grigriale in un'ora di tempo?) e un tipo a me sconosciuto lo rampognava (giustamente!) circa la liceità di certi comportamenti.
Due universi a contatto: a mio modo di vedere, ma forse i protagonisti direbbero altro, incomunicabili.
Giustamente dico io sì giustamente ad una gara ci possono essere le contestazioni, ci sono, e le regole servono per poter dirimere le questioni.
Giustamente le 24h sono gare e come tali vanno, a mio modo di vedere, trattate e rispettate. La risposta del Direttore di Gara parla in modo molto chiaro di quale sono le regole del gioco.
Mentre assistevo al siparietto griglia-rampogna mi passavano le immagini della Brugiana, e poi di Villarocca...Molti dei lettori sanno a cosa mi riferisco.
Pensare che in un contesto spintamente agonistico si possano far valere principi come quello della parola e dell'etica della stretta di mano, dal mio punto di vista è assolutamente velleitario e pure fuori luogo.
La mia modesta opinione è che quello spirito molto difficilmente possa essere inoculato in contesti come le 24h.
La mia preferenza è chiara non si tratta di un giudizio di valore ma di una praticabiltà esperienziale: in un caso me la godo e provo piacere in un altro meno a prescindere dallo specifico atto atletico. Per il mio modo di essere nel computo del piacere includo molte variabili: lo scorso anno lasciare la mia tessera UCI o sottopormi alla chippazione (blaeahhhh, che brutta parola) pubblica non ha certamente pregiudicato la mia modesta prestazione atletica, ma certamente mi ha obbligato a chiedermi dove la stavo facendo con tutte le conseguenze del caso.
Ieri, pur stando comodamente in abiti borghesi, mi sono ritrovato a pensare le stesse cose: questo è uno dei motivi che mi hanno spinto a non salire in bici.
Quanche settimana fa a Ninove ho visto la faccia interdetta e il tono di voce seccato di un ragazzetto che sbuffava dicendo: "...ma come non ci danno il chip?!".
Io ero felice come un suino in calore, ero appena entrato in possesso del mio numero di gara. Da lì a poco avrei pedalato per una dozzina di ore insieme a molti amici conosciuti e moltissimi altri sconosciuti, assolutamente e totalmente disinteressati al fatto che ci fosse un primo, un secondo un terzo, un quarto, un quinto...

7 commenti:

paulo ha detto...

Sottoscrivo.
Ci tengo a dire solo una cosa in più e ne approfitto.
Voi lobos al sabato non mi conoscevate e io non conoscevo voi. Alla 4 ora di gara avevo finito le riserve idriche ed e' bastato uno sguardo con spiedo che mi sono fermato al vostro stand e mi avete dissetato... Non solo, spiedo mi ha anche incoraggiato per le successive due ore.
Ripeto, non ci conoscevamo ed ero alla prima gara SS. Ho capito tutto quanto c'era da capire in quel gesto, ho inteso il vero spirito SS che così tanto mi ha preso nell'ultimo anno. Ho corso per anni alle classiche gare domenicali ed alle gran fondo con agonisti esasperati. Sono d'accordo che regole ed etica sportiva sono due cose ben distinte, ma e' vero che tra le due una e' fredda legge tra le parti contendenti, l'altra e' calda sostanza umana che ti fa tornare a casa la domenica dopo ore di pedalata e ti fa sentire un uomo migliore. Grazie lobos. Spero di incontravi nuovamente sui campi di gara (ah, avevo il pettorale 89, SS. Lynskey).

P. Tiger ha detto...

Vedete? Basta questo commento e tutto il resto diventa solo un ronzio di sottofondo... :)

Carletto ha detto...

Un altro sabato difficile per Ema

France ha detto...

P. Tiger parla sempre per tutti!

Chicco27 ha detto...

Ciao Ema, bello poterti rispondere da una posizione non ufficiale, non essendo io ne il direttore di corsa ne parte dell’organizzazione (ho solo dato una mano).

Ti invito ad una riflessione critica: ma la fascetta che blocca il cambio, non ha forse la stessa funzione di quella che blocca il chip alla caviglia dei concorrenti?
Non fa male, ma in fondo serve comunque ad evitare che un concorrente imbrogli.
Mi spiego meglio, io se corro “contro” o forse sarebbe meglio scrivere “con” Luke (nomino lui perché è l’accusato, ma potrei nominare molti altri) non ho bisogno che gli venga bloccato il cambio, sono certo che lui sa che la regola (la regola, non il regolamento) gli chiede di usare un solo rapporto e quindi sono certo che lui non cambierà, non ho certo bisogno di una “dolorosa” fascetta per sentirmi tutelato, mi basta la sua lealtà sportiva.
Ma credo altresì, che per quanto fastidiosi e fuori dallo spirito “singlespeed, siano leciti i dubbi di chi sceglie di non fidarsi.
Come ho detto a Spiedo, mentre mi onorava di quelle meravigliose costine, la 6h singlespeed andrebbe considerata un evento promozionale e non una gara, dove la regola unica è che a decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sia il promotore, quindi lo Spiedo, chi non è disposto ad accettare l’incontestabile giudizio del giudice unico è liberissimo di iscriversi a tutte le altre gare dove ci sono regolamenti ferrei e precisi, volti a tutelare il rispetto delle regole.
Se io usassi una bike con il cambio, mi darebbe fastidio vedermelo bloccato da una fascetta, non ce ne sarebbe alcun bisogno, come sono certo non servisse bloccare il cambio di Luke.
Detto questo concordo pienamente con te quando affermi che si tratta di mondi lontani, difficilmente assimilabili, ma credo che se si lascia la libertà a tutti di partecipare, si possa solo sperare che chi lo fa sia in grado di capire e condividere lo spirito che anima questo “movimento”, ma credo sia comunque corretto provare a capire (senza necessariamente condividere) chi non riesce a comprenderlo.
Perse pur dotato di una performante singlespeed ha girato 6 ore su un “cancello a testa in giù” e ha usato la sua miglior bike solo per divertirsi la domenica……..per me ha vinto lui (e s’è pure fatto una birrozza all’intermedio).
All’intermedio ho finito 4 salami e 2 casse di birra, erano tanti anche con il cambio che pensavano solo a divertirsi, per me anche loro erano “singlespeeder”.
Ema, a me è dispiaciuto che tu non sia partito, avrei volentieri offerto una birra anche a te.
E poi diciamocelo, Luke 1° sarebbe fuori dallo spirito singlespeed.

Bye Chicco

France ha detto...

Chicco, però le birre e i salami li tenevi ben nascosti, altrimenti ci saremmo fermati tutti da te..!!

Chicco27 ha detto...

France mi spiace, non li tenevo nascosti è che con tutta quella polvere non potevo tenerli appesi, ne avevo altri 3 a disposizione, e un'altra cassa di birra, ho finito solo il pane.
Per farmi perdonare ne porterò un paio la prossima volta che vi vengo a trovare.

bye