06 giugno 2009
CAZZATE!?
Qua fra riunioni di dipartimento piscine roride e sirene incantatrici si rischia la salute mentale.
Propongo un esercizio di salvaguardia del proprio Sè!
Ti stai addormentando durante la riunione? Ecco qualcosa che ti manterrà sveglio!
BINGO DELLE CAZZATE
Come si gioca: Semplice! Segna 5 parole tra queste che si pronunciano durante le riunionI e fai BINGO!
E' facile!
SINERGIE
PROBLEM SOLVING
PIANO STRATEGICO
ALLA FINE DELLA GIORNATA
GAP ANALYSIS
BEST PRACTICE
PACCHETTI DI SCONTO
CORE BUSINESS
FORMAZIONE
PUNTO DI PARTENZA
RIVISITARE
PIANO DI GIOCO
DELEGARE E CONTROLLARE
MERCATO GLOBALE
TEAM DI PRESIDIO
MILESTONE
BENCHMAR-KING
GRADO DI PENETRAZIONE
VALORE AGGIUNTO
E.F.Q.M.
SONDAGGI
PROATTIVI, NON REATTIVI
SCENARIO DI RIFERIMENTO
RAGIONARE OLTRE SE STESSI
GRUPPO DI LAVORO
MODELLINO
EMPOWERMENT
RESPONSABILITA'
QUALITA' DELLE RISORSE UMANE
CONOSCEN-ZA DI BASE
AUTOVALUTAZIONE
QUALITA' TOTALE
OVERALL SATISFACTION
COMPETITORS
CUSTOMER SATISFACTION
CONTESTARE
COME TUTTI GIA' SAPETE
ORIENTAMENTO AL CLIENTE
LEADERSHIP
OBIETTIVI
TESTIMONIANZE DI ALTRI GIOCATORI:
“SONO STATO IN RIUNIONE SOLO 5 MINUTI ED HO FATTO BINGO.”
“LA MIA ATTENZIONE ALLE RIUNIONI E' AUMENTATA IMPROVVISAMENTE.”
“CHE TROVATA, LE RIUNIONI NON SARANNO PIU' LE STESSE PER ME DOPO CHE HO VINTO AL PRIMO COLPO.”
“L'ATMOSFERA ERA TESA ALL'ULTIMO WORKSHOP, PERCHE' A 32 DI NOI MANCAVA SOLO LA QUINTA PAROLA.”
“IL FACILITATORE ERA SCONCERTATO QUANDO NOI TUTTI URLAMMO PER IL TERZO BINGO IN DUE ORE.”
“IL GRADIMENTO DELLE RIUNIONI E' MIGLIORATO. PENSO CHE QUESTO GIOCO HA GENERATO UN QUI PRO QUO.”
“I PARTECIPANTI ALLA RIUNIONE ORA CI ASCOLTANO ATTENTAMENTE, GRAZIE AL BINGO DELLE CAZZATE.”
Dresden
Si svolge oggi... in quel di Dresda.
Una fuga in Germania, per qualcuno di noi, avrebbe significato la salvezza...
Ma tant'è: non si può far tutto...
Divertitevi anche per noi!!! (il programmino della 3giorni non era male.....)
05 giugno 2009
03 giugno 2009
Modena night ride...
Allora.... per sfuggire al tempo avverso che sembra imperverserà sul Nord questo finesettimana, si è pensato di fare una notturna nei dintorni di Modena, sabato sera. Nostra guida sarà Carletto. Naturalmente alla fine, o a metà giro prima del ritorno, tigelle e porco per tutti. E mi sembra il minimo. Special guests all'osteria Tarantola e Savana.
Shame on Martino che sarà al seggio per le elezioni. Poor Martino...
Dichiarate il vostro gioco. Arrivederci su questi schermi per ulteriori dettagli.
Con Carletto è stato deciso:
- ritrovo alle 19 circa alla GS da Carletto
General Sicurezza, Via Statale Est 9/a, 41042 Fiorano Modenese (chiamare Carletto per dettagli)
- giro in SingleSpeed di circa due ore
- cena di porco a cura di Carletto
Sembra che Tarantola e Savana saranno presenti all'evento e se c'è Savana...
Ora le informazioni sono state date, dichiaratevi!! Sentiamoci.
FRANCIA CORTA: LA CENA
…cosa c’entra il crostaceo con un giro in bicicletta nella Franciacorta?
C’entra, caro amico curioso ed ignorante c’entra eccome.
E vado a spiegartelo.
Il crostaceo in questione si chiama Sebastian ed è il Maestro Concertatore alla corte del Re Tritone.
Siamo nel regno sottomarino delle Fiabe. Il Re Tritone è il papà di una simpatica sirena di nome Ariel, che come tutti gli adolescenti fatica a seguire le regole del Padre.
La Sirenetta si è innamorata di un umano, tal principe Erik, un marcantonio muscoloso e belloccio che le ha stregato il cuore. Il Re Tritone non è per nulla contento di questa storia ed ordina a Sebastian di seguire e controllare la giovinetta.
La foto che vedi caro curiosone ritrae il crostaceo musichiere nel momento in cui vede la sirenetta intenta ad accudire Erik, semi svenuto, in seguito ad una tempesta che ha schiantato il suo veliero.
…ma cosa c’entra, cosa c’entra un cartone animato con un giro in bicicletta?
Ci arrivo ci arrivo, abbi pazienza.
Eravamo rimasti alla turpe abluzione nel parcheggio del cimitero.
Dopo la pulizia scatta il momento enogastronomico.
Il gruppo ciclopedalante si sposta al ristorante.
Ecco da questo momento in poi devi essere molto attento.
Il ristorante di cui ti parlerò non è un comune ristorante: si tratta di un luogo dello spirito di uno spazio tempo nel quale tutto si mischia. Quello che vedi non è quello che vedi, ma la rapprensentazione di un popolo di una cultura di una terra. Ogni persona è un personaggio la rapprensentazione eccede di molto la realtà, ma la realtà è superiore a qualsiasi rappresentazione.
Il gruppo ciclopedalante è variamente acconciato: si va dalle ciabatte infradito alle braghette corte, dalle camicie candide alle magliette stazzonate e vagamente puzzolenti.
A prima vista potrebbe dire che il gruppo nel suo insieme fa una figura vagamente stracciona. E’ sabato sera, siamo in una delle terre più ricche d’Italia, nel pargheggio del locale, i SUV pascolano come pecore sul Gennaargentu, le signore degli altri tavoli sfoderano abiti sera e gioielli vistosi.
Ma nel corso della serata ci sarà modo di ricredersi.
Non è un ristorante, non è una cena, ti stò per condurre all’intenro di un’esperienza antropologica.
E che sarà mai un ristorante, un parcheggio, una sala piena di persone bene vestite…
…hai ragione e torto al tempo stesso…caro sapientone.
C’è grande crisi, lo sai no?, -5% di PIL, chiudono le fabbriche le persone perdono il lavoro, lo so lo so e quindi…quindi il locale è pieno all’inverosimile. Normale no!
Su tu avessi visto il gruppo pedalatorio avresti pensato: però strani questi.
E allora ti racconto degli altri commensali.
E’ un campionario umano che manderebbe in orgasmo parecchi sociologi.
Tavolo uno: della famiglia allargata.
Lui e lei fra i quaranta e i cinquanta, vestiti in modo ordinario dividono il desco con un trio composto da uomo sovrappeso over 40 accompagnato da due donne, si due donne. Ho cercato di capire le relazioni che li legavano. Coppia middleclass, regolarmente sposata in chiesa e in municipio: entrambi si professano atei. L’altro il tipo più curioso veste un paio di pantaloni di cotone marroncini, camicia e gillet di cotone mille tasche, quello che usualmente portano i pescatori quando pescano. Ai piedi due coccodrilli. Si un paio di scarpe di alligatore o caimano, con la punta affilata, e il tacco alto da vaccaro tagliato spiovente, nell’insieme fa una figura porca.
Le sue due donne hanno età indefinibile, e secondo un rapido sondaggio sono state definite “le puttanone”. Magari sono le figlie, magari una è la figlia e l’altra è la moglie, magari, sono quaccheri, e quindi sono le sue due mogli.
Magari…magari…magari…non lo sapremo mai ma la probabilità che fossero due puttanoni è elevatissima.
Il tipo anche a non voler essere troppo giudicanti è ributtante.
Tavolo vicino: il crollo della famiglia patriarcale.
Lui e lei sui cinquantacinque con due figli poco più che adolescenti. Embehh che sarà mai una famglia unita che si concede una serata tranquilla. Certo certo ma anche in questo caso si notano delle increspature, delle piccole derive dal modello classico. Intanto i due figli: non si riesce ad un primo sguado a definire in modo chiaro la loro identità sessuale. Sono esseri mutanti, nutriti a vagonate di televisione. Paiono dentro un reality. Acconciature uguali capello tirato, nero con ciuffo sugli occhi, fisico semi emaciato, maniere effeminate. Dei mutanti: una coppia di alieni azzimati.
I genitori di un altro tempo, anzi di un altro pianeta. Un contrasto stridente.
A fine serata uno dei due figli (a chissà magari uno solo era il figlio, l’altro, forse un amico, forse l’amante, difficile dirlo, ogni categoria si è sgretolata a quel tavolo) si aggirerà per il dehors con un sigaro. Immagine straniante. Cerco di incrociare lo sguardo dei genitori mi paiono sazi, rassegnati e confusi. Lui, il giovine, passeggia in maniche di camicia, ampia, candida come un sudario, morbida sul corpo magro, e fuma il suo sigaro con ostentata voluttà.
I genitori sorbiscono lentamene un limocello di Sorrento, e sorridono incongrui. Il loro figlio…lo amano senza capirlo.
…si certo ma Sebastian che cosa c’entra…ci arrivo ci arrivo! Un attimo di pazienza.
La sala nella quale stazione il gruppo ciclistico mette in comunicazione altre due sale così ho modo osservare alcune comparse umane che spiazzano e incuriosiscono.
Quattro umani maschi sui tren’anni. Sguardo truce, occhio arrabbiato e feroce, passo deciso abbigliamento post nucleare: jeans sdruciti, stivaloni alla Hell’s Angels, giubboto anch’esso di jeans, senza maniche, bicipiti che vorrebbero, che mostrano molto più di quel che hanno. Acconciature da rissa, possono all’occorrenza funzionare da armi contundenti. Varie catene, catenacci, catenine appese a mo’ di santino laico del terzo millennio. Quattro come i cavalieri dell’apocalisse, quattro come i quattro moschettieri, quattro come gli Evangelisti, quattro fanno un piccolo gruppo, si sorreggono a vicenda, si infondono fiducia e sostegno: il mondo là fuori è terribile, pieno di pericoli (come sicuramente le loro mamme gli hanno detto) tanto vale attrezzarsi e non rimare soli. Uno di loro passerà varie volte sempre diretto al bagno: vescica debole, o narice volitiva? Non lo sapremo mai!
In una sala attigua ci sono signore vestite con abiti firmati, la pelle color cuoio, che olezza di profumi costosi, la giovinezza ormai scaduta, rincorrono un tempo che corre verso la fine. Che salto c’è stato negli ultimi 30 anni.
Dalla società contadina siamo passati al post moderno del terzo millennio: queste persone non erano preparate, nessuno glielo aveva detto. Corrono veloci verso la loro devastazione: felici, sicure c’è la crema anti-age per settanteni, ormai.
Anti-age alla fine della vita: un ossimoro drammatico.
Sì va ben va ben, ma veniamo al crostaceo.
Ho un certo timore a parle di quello che è avvenuto al tavolo ciclistico.
Si tratta di esperienza animale: ormoni e legamenti, muscoli e cervello, ghiandole e mucose.
A volte si creano negli inaspettati incontri umani delle miscele esplosive di non facile comprensione.
Poi complice il vino della Franciacorta, mi perdo e mi ritrovo a Siena, sono dentro i canapi, il mio vicino di sedia si trasforma in un cavallo.
Lo guardo cerco di recuperare i tratti somatici a me conosciuti, ma nulla…chiudo gli occhi serro con forza le palpebre, ma l’allucinazione non svanisce: si trasferisce su di un altro registro sensoriale. Sento, sì sento le froge che si spalancano, l’aria che le percorre rapida, il rumore del riuscchio vitale…e poi il suono sordo della mandibola che urta il tavolo: toc! Riapro gli occhi, la mandibola si trova liquefatta a pochi centimetri dal mio occhio.
Qualche sedia più in là, una femmina si è sporta per chiedere un altro bicchiere di vino, azione semplice ma gravida di conseguenze…lo sguardo invitante di desiderio, la mano protesa, il busto sporto oltre la linea dell’equilibrio…e la mandibola che crolla.
Mi alzo esco dal locale e vedo il tipo che si fuma il suo sigaro, capisco che devo rientrare.
Rientro.
La mandibola ancora slogata non rientra nella sua sede naturale…lei la valchiria ebbra, sorbisce lentamene il suo calice di vino…e la mandibola lentamene ritrova la strada di casa…la mandibola...
CRA(N)K
La sala d’attesa è quasi vuota: 30 sedie rosse di plastica da poco prezzo attendono silenziose il loro carico di sofferenza. L’unico rumore è dato dal soffio caldo del compressore di un distributore automatico di bevande.
Ora post vespertina: l’ospedale, con i suoi ritmi innaturali, dorme ormai da ore. L’orologio alla parete segna le ore 20,15.
Aspetto il mio turno, mi sono portato un piccolo libro eroico su Luigi Masetti, uno che nel 1893 si faceva Milano Chicago e ritorno sul bicicletto.
Leggo e aspetto: non scorreranno molte pagine.
Mi chiamano per la visita anamnestica e per l’esame obiettivo.
Lui il medico mi riceve gentile. Mi chiede cosa è successo e glielo dico: “sa lo Zio…la mtb…si, le discese, i boschi, e poi le salite…beh diciamo che mi è partita la ruota anteriore…e bum volo e appoggio violento sulla nuda terra!”. Mi guarda perplesso e divertito e mi chiede: “ma dove stava?”…casso penso ma cos’è l’esame di geografia di quarta elementare. Ci penso un attimo e poi dico: Castell’Arquato…ribatte pronto “Ah ma allora è la Val d’Arda”…si bene prossiamo proseguire con le palpazioni.
Sono passati pochissimi minuti è potere dell’ospedale, potere potentissimo, io sono un paziente.
Caduta, con escoriazione, bene la procedura richiede:
- valutazione dei parametri vitali: pressione e varie palpazioni
- ECG
- ECO-CARDIOGRAMMA
- VACCINO ANTITETANICO
- ECO ADDOME COMPLETO
- DENTE DELL’EPISTROFEO
- TORACE RX-EMICOSTATO-COLONNA CERVICALE
In un attimo mi ritrovo sul lettino con l’infermiere che mi fa un prelievo, e mi lascia in vena un catetere. Poi mi fa l’elettrocardiogramma e vengo riconsegnato alla sala d’attesa, che nel frattempo si è popolata.
Mi consegnano anche due fogli molto importanti nei quali mi si rende edotto circa i rischi a cui vado in contro se accetto di fare le immunogobuline. Si perché essendomi escoriato ed essendo venuto a contatto con “terreno contaminato” (così si esprime il medico) devo fare un richiamo antitetanico, che però mi coprirà solo fra 3/4 settimane. E allora ci sono le immunoglobuline, che sono emoderivati: ci sono dei rischi. Deciderò di non correrli. Il medio mi ha comunque informato.
Un signore si lamenta, lo stendono su di una barella, lui dice che ora si alza subito e torna a casa in macchina: nessuno gli crede. Risulterà avere un’alcolemia di 1,84!
Bene attendo fiducioso e piuttosto dolorante. Ora il dolore al costato si fa sentire ma aspetto fiducioso.
Il personale medico ed infermieristico si mostrano professionali ed umani (l’infermiere dopo il prelievo mi regala pure una bottiglia d’acqua).
Aspetto e poi vengo chiamato. Sostanzialmente il medico con il quale ho parlato è il regista che chiede ai vari specialisti dei reparti di fare specifici esami.
Vengo accompagnato da un’infermiera nei vari reparti: prima radiologia. Spettrale, tutto chiuso, un silenzio tombale. Solo la lucina della studio del radiologo sfarfalla fredda e distante.
E poi a cardiologia, lì si sente qualche palpito umano, oltre agli ambulatori ci sono anche le stanze con i degenti. Ci muoviamo con lentezza, mi facco guidare.
Ogni volta che ho fatto un’esame vengo portato alla sala d’attesa e invitato ad aspettare.
Ultimo consulto medico: quello definitivo, diagnosi e prognosi.
La milza c’è e non è spappolata: hurrà!
Il fegato pure sta bene ed è integro: hurrà!
Pancreas, idem come sopra: hurrà!
Reni in sede, nella norma per dimensioni e morfologia senza dilatazioni delle vie escretrici: Hurrà!
Non ci sono versamenti addomminali: triplo hurrà!
E questo è tutto.
Scheletro.
RX cervicale edente epistrofeo: non presentano fratture: hurrà!
RX torace: non lesioni pleuroparenchimanli: hurra!
Ombra cardiovasale nei limiti: hurrà!
RX emicostato: frattura dell’arco anteriore della IX costola sin; sospetta infrazionecomposta anche della VIII: cazzo!
Ero andato benissimo, tutto nella norma, pure l’ematocrito aveva segnato un bel 39,60% (dal che si evince che non mi drogo e sono leggermente anemico), e poi casso, le costole non hanno retto allo schianto.
Storicamente è la prima frattura se si esclude la rottura del menisco sempre del lato sinistro, il mio preferito per dormire.
Il medico mi comunica laconicamente il risultato: poteva andare peggio, lui era preoccupato per la mia milza e per eventulai infezioni. Io solo per le mie costole.
Mi prescrive 6 giorni di antibiotico e di ritornare il giorno seguente dal pneumologo.
Saluto grato per il lavoro fatto, prendo il mio libro e mi incammino verso il parcheggio dell’ospedale: guardo l’orologio che segna le 22,36. L’ospedale dorme e penso perplesso: quest’anno niente Giradur!
02 giugno 2009
TROFEO GIRADUR 2009

Lo scorso anno ci siamo divertiti, putroppo la data è in concomitanza con la 24hr in Portogallo ma non c'è stata scelta..... chi viene?






